Il saggio decostruisce l'inclusione come retorica per rivelarne la natura di processo sociale basato su tensioni permanenti tra norma e diversità. Il cuore dell'analisi risiede nella critica ai sistemi di valutazione standardizzati, colpevoli di ridurre l'inclusione a una mera conformità burocratica e procedurale che rende invisibile il reale lavoro relazionale. Il testo propone di superare la misurazione tramite indicatori astratti e "forti" in favore di una valutazione come pratica interpretativa e "debole", capace di riconoscere le specificità territoriali e le risposte adattive che i docenti attuano in contesti fragili. In questa prospettiva, valutare non significa certificare standard universali, ma esercitare una riflessività istituzionale che dia dignità alle pratiche informali e alla qualità effettiva della partecipazione scolastica.
Integrare non basta. La costruzione reale dell'inclusione scolastica nei territori
Pagano, U.
2026-01-01
Abstract
Il saggio decostruisce l'inclusione come retorica per rivelarne la natura di processo sociale basato su tensioni permanenti tra norma e diversità. Il cuore dell'analisi risiede nella critica ai sistemi di valutazione standardizzati, colpevoli di ridurre l'inclusione a una mera conformità burocratica e procedurale che rende invisibile il reale lavoro relazionale. Il testo propone di superare la misurazione tramite indicatori astratti e "forti" in favore di una valutazione come pratica interpretativa e "debole", capace di riconoscere le specificità territoriali e le risposte adattive che i docenti attuano in contesti fragili. In questa prospettiva, valutare non significa certificare standard universali, ma esercitare una riflessività istituzionale che dia dignità alle pratiche informali e alla qualità effettiva della partecipazione scolastica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


