Dopo i confini tra giusto e ingiusto, tra virtuale e reale, a essere scomparsi definitivamente sono quelli tra autonomia ed eteronomia. Nessuno crede più all'onniscienza divina, eppure il libero arbitrio è sempre più servo. La fantascienza che caratterizza l'opera cyberpunk di William Gibson è in realtà il telescopio attraverso cui leggere chi comanda e chi subisce nel futuro prossimo, diventato ormai presente storico. Un ordinamento contemporaneamente secolare e tribale, che non governa più la fine del mondo, ma la sua più piena effettività come sistema irrimediabilmente precario. Tra emergenza, dominio e transizione

Cyberlaw e nuovi Dei. La critica al potere illegittimo in William Gibson

Domenico Bilotti
2026-01-01

Abstract

Dopo i confini tra giusto e ingiusto, tra virtuale e reale, a essere scomparsi definitivamente sono quelli tra autonomia ed eteronomia. Nessuno crede più all'onniscienza divina, eppure il libero arbitrio è sempre più servo. La fantascienza che caratterizza l'opera cyberpunk di William Gibson è in realtà il telescopio attraverso cui leggere chi comanda e chi subisce nel futuro prossimo, diventato ormai presente storico. Un ordinamento contemporaneamente secolare e tribale, che non governa più la fine del mondo, ma la sua più piena effettività come sistema irrimediabilmente precario. Tra emergenza, dominio e transizione
2026
9791281543416
law, religion & literature; artificial intelligence; Western constitutionalism; cyber
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12317/116060
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