Il contributo in esame si propone di interrogare criticamente l’evoluzione delle Squadre Investigative Comuni, istituto che ha progressivamente assunto una posizione di indiscussa centralità nello scenario della cooperazione investigativa europea. Muovendo dalla genesi dell’istituto e dalle sue principali tappe evolutive, l’analisi disvela le aporie di un quadro regolatorio segnato da frammentarietà ed inusuali stratificazioni. In tale contesto, l’efficienza – costituendo idealmente il principio coordinatore dell’attività transazionale – sembra sovente prevalere sull’esigenza di un corrispondente irrobustimento delle garanzie processuali riconosciute alla persona sottoposta all’attività di indagine. In tale scenario, particolare attenzione è dedicata alla piattaforma digitale di cooperazione prevista dal regolamento (UE) 2023/969 e resa operativa dalla decisione di esecuzione (UE) 2025/1274, la quale si configura quale snodo strategico nella digitalizzazione dell’interazione operativa tra le Squadre. La creazione di tale piattaforma, seppure emblematica di una razionalizzazione tecnologica volta ad aumentare le capacità di coordinamento dello scambio informativo, risulta foriera di molteplici ricadute sul piano garantistico. Il presente lavoro, pur riconoscendo il significativo valore dello strumento in termini di semplificazione dell’interazione tra Squadre, ne mette in luce i profili di incompiutezza sul versante garantistico.
LE SQUADRE INVESTIGATIVE COMUNI TRA FLUIDITÀ OPERATIVA, IMPERATIVI DI TUTELA E NUOVE FORME DI COLLABORAZIONE: LA DECISIONE DI ESECUZIONE 2025/1274/UE
PALMA PUJIA
2026-01-01
Abstract
Il contributo in esame si propone di interrogare criticamente l’evoluzione delle Squadre Investigative Comuni, istituto che ha progressivamente assunto una posizione di indiscussa centralità nello scenario della cooperazione investigativa europea. Muovendo dalla genesi dell’istituto e dalle sue principali tappe evolutive, l’analisi disvela le aporie di un quadro regolatorio segnato da frammentarietà ed inusuali stratificazioni. In tale contesto, l’efficienza – costituendo idealmente il principio coordinatore dell’attività transazionale – sembra sovente prevalere sull’esigenza di un corrispondente irrobustimento delle garanzie processuali riconosciute alla persona sottoposta all’attività di indagine. In tale scenario, particolare attenzione è dedicata alla piattaforma digitale di cooperazione prevista dal regolamento (UE) 2023/969 e resa operativa dalla decisione di esecuzione (UE) 2025/1274, la quale si configura quale snodo strategico nella digitalizzazione dell’interazione operativa tra le Squadre. La creazione di tale piattaforma, seppure emblematica di una razionalizzazione tecnologica volta ad aumentare le capacità di coordinamento dello scambio informativo, risulta foriera di molteplici ricadute sul piano garantistico. Il presente lavoro, pur riconoscendo il significativo valore dello strumento in termini di semplificazione dell’interazione tra Squadre, ne mette in luce i profili di incompiutezza sul versante garantistico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


