dibattito contemporaneo sullo statuto epistemologico della didattica è attraversato da una questione centrale: in che modo il sapere professionale costruito nella pratica educativa possa essere riconosciuto come forma legittima di conoscenza, se da un lato la ricerca educativa ha progressivamente valorizzato la riflessività professionale e le pratiche narrative, dall'altro rimane aperto il problema della formalizzazione e della trasferibilità del sapere prodotto nei contesti di insegnamento. A partire da tale cornice teorica, il presente contributo propone il modello N.A.R.R.A.T.E. (Narrare, Analizzare, Riflettere, Riconfigurare, Agire, Trasferire, Esplicitare) come artefatto epistemologico orientato alla trasformazione dell'esperienza professionale in conoscenza educativa formalizzata. Il modello integra prospettive riconducibili alla narrativa inquiry, alla reflective practice e alla practice-based epistemology, assumendo la narrazione come dispositivo epistemico attraverso cui il sapere tacito può essere reso osservabile, argomentabile e condivisibile. L'articolo si colloca all'interno di una ricerca mixed-methods a prevalenza qualitativa attualmente in corso, la validazione esplorativa del modello si basa su un primo corpus di quindici interviste narrative che coinvolgono docenti con disabilità visibile e non visibile, colleghi e studenti, con l'obiettivo di analizzare i processi attraverso cui l'esperienza professionale viene trasformata in conoscenza riflessiva. In tale quadro, l'intelligenza artificiale generativa viene interpretata non come strumento sostitutivo dell'attività interpretativa umana, ma come mediatore epistemico di secondo ordine capace di sostenere processi di riflessività aumentata attraverso la rielaborazione delle narrazioni professionali. Le evidenze preliminari della fase esplorativa suggeriscono che il modello N.A.R.R.A.T.E. possa contribuire a rendere maggiormente visibili le condizioni attraverso cui il sapere professionale docente viene costruito, formalizzato e condiviso. In questa prospettiva, il contributo propone una riflessione sul rapporto tra esperienza, narrazione e costruzione della conoscenza, avanzando l'ipotesi che la pratica professionale possa essere considerata non soltanto oggetto di indagine, ma fonte legittima di produzione della conoscenza educativa.

Dispositivi narrativi e statuto epistemologico della didattica: il modello N.A.R.R.A.T.E. tra sapere professionale, inclusione e intelligenza artificiale

Cecere F. M. R.;Oliva P.
2026-01-01

Abstract

dibattito contemporaneo sullo statuto epistemologico della didattica è attraversato da una questione centrale: in che modo il sapere professionale costruito nella pratica educativa possa essere riconosciuto come forma legittima di conoscenza, se da un lato la ricerca educativa ha progressivamente valorizzato la riflessività professionale e le pratiche narrative, dall'altro rimane aperto il problema della formalizzazione e della trasferibilità del sapere prodotto nei contesti di insegnamento. A partire da tale cornice teorica, il presente contributo propone il modello N.A.R.R.A.T.E. (Narrare, Analizzare, Riflettere, Riconfigurare, Agire, Trasferire, Esplicitare) come artefatto epistemologico orientato alla trasformazione dell'esperienza professionale in conoscenza educativa formalizzata. Il modello integra prospettive riconducibili alla narrativa inquiry, alla reflective practice e alla practice-based epistemology, assumendo la narrazione come dispositivo epistemico attraverso cui il sapere tacito può essere reso osservabile, argomentabile e condivisibile. L'articolo si colloca all'interno di una ricerca mixed-methods a prevalenza qualitativa attualmente in corso, la validazione esplorativa del modello si basa su un primo corpus di quindici interviste narrative che coinvolgono docenti con disabilità visibile e non visibile, colleghi e studenti, con l'obiettivo di analizzare i processi attraverso cui l'esperienza professionale viene trasformata in conoscenza riflessiva. In tale quadro, l'intelligenza artificiale generativa viene interpretata non come strumento sostitutivo dell'attività interpretativa umana, ma come mediatore epistemico di secondo ordine capace di sostenere processi di riflessività aumentata attraverso la rielaborazione delle narrazioni professionali. Le evidenze preliminari della fase esplorativa suggeriscono che il modello N.A.R.R.A.T.E. possa contribuire a rendere maggiormente visibili le condizioni attraverso cui il sapere professionale docente viene costruito, formalizzato e condiviso. In questa prospettiva, il contributo propone una riflessione sul rapporto tra esperienza, narrazione e costruzione della conoscenza, avanzando l'ipotesi che la pratica professionale possa essere considerata non soltanto oggetto di indagine, ma fonte legittima di produzione della conoscenza educativa.
2026
epistemologia; didattica; conoscenza professionale; narrazione; intelligenza artificiale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12317/122844
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