Il contributo affronta l’assenza di analisi fenomenologiche sull’esperienza vissuta della scrittura manuale negli studenti di scuola secondaria di primo grado. A fronte di una letteratura neuroscientifica che documenta differenze cognitive tra le modalità scrittorie (James & Engelhardt, 2012; Malpique et al., 2024), resta inesplorato il modo in cui i preadolescenti vivono corporalmente il gesto grafico durante le trasformazioni puberali e identitarie. Assunta la cornice fenomenologica merleau-pontiana (Merleau-Ponty, 1945/2003), l’analisi teoretica individua tre dimensioni costitutive. La prima riguarda lo schema corporeo, sedimentazione sensomotoria che nella preadolescenza si destabilizza e si riorganizza. La seconda concerne la temporalità del gesto, ritmo che integra automatismo e deliberazione e incide sulla qualità compositiva (Kim & Park, 2019). La terza attiene all’espressività calligrafica, manifestazione di soggettività che può diventare risorsa formativa oppure fonte di stigmatizzazione (Rosenblum, 2018). A partire da qui si elabora la categoria di stile scrittorio personale, che integra invarianti universali e variazioni individuali e supera sia il tecnicismo normalizzatore sia lo spontaneismo espressivista. La categoria dialoga con le Indicazioni Nazionali 2025 (D.M. 221/2025), che rilanciano la scrittura a mano e il corsivo e valorizzano la personalizzazione dell’apprendimento, e si traduce in proposte didattiche riferite alle tre dimensioni, in un modello di formazione docente multiprofessionale e in una riflessione su strumenti valutativi qualitativi e idiografici capaci di aprire alla prosecuzione empirica della ricerca.
Il corpo che scrive. Lo stile scrittorio personale nella preadolescenza
Verbicaro M.;Oliva P.
2026-01-01
Abstract
Il contributo affronta l’assenza di analisi fenomenologiche sull’esperienza vissuta della scrittura manuale negli studenti di scuola secondaria di primo grado. A fronte di una letteratura neuroscientifica che documenta differenze cognitive tra le modalità scrittorie (James & Engelhardt, 2012; Malpique et al., 2024), resta inesplorato il modo in cui i preadolescenti vivono corporalmente il gesto grafico durante le trasformazioni puberali e identitarie. Assunta la cornice fenomenologica merleau-pontiana (Merleau-Ponty, 1945/2003), l’analisi teoretica individua tre dimensioni costitutive. La prima riguarda lo schema corporeo, sedimentazione sensomotoria che nella preadolescenza si destabilizza e si riorganizza. La seconda concerne la temporalità del gesto, ritmo che integra automatismo e deliberazione e incide sulla qualità compositiva (Kim & Park, 2019). La terza attiene all’espressività calligrafica, manifestazione di soggettività che può diventare risorsa formativa oppure fonte di stigmatizzazione (Rosenblum, 2018). A partire da qui si elabora la categoria di stile scrittorio personale, che integra invarianti universali e variazioni individuali e supera sia il tecnicismo normalizzatore sia lo spontaneismo espressivista. La categoria dialoga con le Indicazioni Nazionali 2025 (D.M. 221/2025), che rilanciano la scrittura a mano e il corsivo e valorizzano la personalizzazione dell’apprendimento, e si traduce in proposte didattiche riferite alle tre dimensioni, in un modello di formazione docente multiprofessionale e in una riflessione su strumenti valutativi qualitativi e idiografici capaci di aprire alla prosecuzione empirica della ricerca.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


