Il contributo rilegge il nesso tra fragilità individuale e vulnerabilità collettiva nella prospettiva del dialogo tra le generazioni, assumendo in funzione euristica l’incendio che nella notte di Capodanno 2026 ha ucciso a Crans-Montana numerosi giovani e giovanissimi. La reazione adulta che oscilla tra la colpevolizzazione delle nuove generazioni e le spiegazioni monocausali viene letta quale sintomo di una rottura del patto tra le età della vita. Per fragilità del sé si intende l’erosione delle capacità che permettono di agire sul proprio percorso, di regolare le emozioni, di riconoscersi parte di una comunità e di sperare, capacità che non sono dotazioni innate ma esiti di relazioni educative. Muovendo da un quadro biopsicosociale in dialogo con la sociologia delle generazioni e con la pedagogia critica, l’analisi procede dalla ricognizione del fenomeno alla sua contestualizzazione entro le relazioni educative familiari e sociali, fino a delineare una pedagogia della responsabilità condivisa. Le capacità erose vengono ricomposte in un costrutto pedagogico autonomo, il benessere educativo, inteso quale esito di un dialogo intergenerazionale autentico e quale posta in gioco della giustizia tra le generazioni e del bene comune.
Educare tra le generazioni. Dialogo intergenerazionale, riconoscimento e responsabilità educativa condivisa di fronte alla fragilità del sé
Verbicaro M.;Oliva P.
2026-01-01
Abstract
Il contributo rilegge il nesso tra fragilità individuale e vulnerabilità collettiva nella prospettiva del dialogo tra le generazioni, assumendo in funzione euristica l’incendio che nella notte di Capodanno 2026 ha ucciso a Crans-Montana numerosi giovani e giovanissimi. La reazione adulta che oscilla tra la colpevolizzazione delle nuove generazioni e le spiegazioni monocausali viene letta quale sintomo di una rottura del patto tra le età della vita. Per fragilità del sé si intende l’erosione delle capacità che permettono di agire sul proprio percorso, di regolare le emozioni, di riconoscersi parte di una comunità e di sperare, capacità che non sono dotazioni innate ma esiti di relazioni educative. Muovendo da un quadro biopsicosociale in dialogo con la sociologia delle generazioni e con la pedagogia critica, l’analisi procede dalla ricognizione del fenomeno alla sua contestualizzazione entro le relazioni educative familiari e sociali, fino a delineare una pedagogia della responsabilità condivisa. Le capacità erose vengono ricomposte in un costrutto pedagogico autonomo, il benessere educativo, inteso quale esito di un dialogo intergenerazionale autentico e quale posta in gioco della giustizia tra le generazioni e del bene comune.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


